Accademia Internazionale della Musica San Ludovico da Casoria

Corsi , Master Class, Festival, Rassegne musicali

Corso di Arrangiamento Musicale - Novembre 2017 Giugno 2018

Corso di Arrangiamento Musicale - Novembre 2017 Giugno 2018

Presentazione

L’Accademia Internazionale di Musica San Ludovico da Casoria nasce con lo scopo di promuovere il territorio Irpino e la Campania a livello Internazionale attraverso la musica e l’arte in generale. L’Accademia non persegue scopi di lucro e promuove la collaborazione, gli scambi di esperienze e conoscenze tra musicisti. Inoltre, propone la musica come motivo di aggregazione ricreativa e culturale incoraggiando lo sviluppo di molteplici contatti, sinergie e relazioni tra fenomeno musicale ed ogni forma di espressione dell’arte e della cultura. Una delle principali attività dell’Accademia è la promozione della musica classica, jazz, pop, favorendo attraverso la formazione professionale, lezioni concerto, corsi di alto perfezionamento, stagioni e festival, nuovi sbocchi professionali ai giovani musicisti e l’arricchimento della programmazione musicale del Irpino e della Regione Campania.

LABORATORIO ARRANGIATORI COMPORRE UN ARRANGIAMENTO MUSICALE classico, pop, jazz o di altro genere, 12 appuntamenti della durata di due giorni ciascuno. Settembre 2017- Giugno 2018 Docente M° Beppe Vessicchio Premessa La parola Arrangiamento deriva dal vocabolo inglese “Arrangement” e significa “organizzazione – sistemazione – disposizione – composizione”. In ambito musicale è inteso più specificamente come “organizzazione di un'idea musicale che ne necessiti per essere eseguita, trasferita oralmente o per iscritto”. Io aggiungerei: sia come completamento compositivo che come adattamento al fine di una specifica edizione (es. elaborando in stile “salsa” per necessità correlate alla danza). Va da se che la quinta sinfonia di Beethoven non necessita di arrangiamento essendo di per se completa di “organizzazione” dalla nascita, definita di genere “colto” (“colto” deriva da “coltivare, coltivato”). Diversamente, altri componimenti, come per esempio quasi tutti gli inni nazionali, anche se suonano come “colti”, sono invece il risultato di attenti arrangiamenti di melodie tradizionali finalizzati agli organici orchestrali di riferimento e, nello specifico, alla solennità richiesta dalla funzione di tale musica. Altrettanto è avvenuto (e avviene tutt'ora) per le melodie della tradizione popolare orale, elaborate e riproposte con l'opportuna “completezza”. Ma esistono anche “riorganizzazioni” di brani già nati “organizzati” come “Also sprach Zarathustra” di Richard Strauss proposta da Eumir Deodato per il film “2001 odissea nello spazio” oppure “Una notte sul Monte Calvo” ad opera di Bob James sulle note di Mussorgsky piuttosto che la celeberrima sinfonia mozartiana num. 40 che nella versione di Waldo De Los Rios, che negli anni settanta vendette più copie di qualunque altra versione classica fino ad ora incisa. Non cito i dati di mercato per esaltarne il merito ma solo perchè ne testimoniano l'esistenza non trascurabile e l'efficacia in funzione di un preciso obbiettivo. L'arrangiamento di melodie popolari trova posti primari anche nel mondo colto. Franz Litz, ad esempio, ci ha regalato una straordinaria “Tarantella e Canzona Napoletana” (Anni di Pellegrinaggio) nella quale si stagliano i temi di tarantelle di rossiniana memoria, melodie rievocanti canzoni come “lo Guarracino” e la celeberrima “Fenesta vascia”. Per non parlare di Bartok e Shostakovich artefici di spettacolari riproposte di melodie popolari delle rispettive terre di origine. Alcuni eminenti compositori classici hanno addirittura ri-arrangiato materiale colto, quindi già completo, come “Quadri di una esposizione” ad opera di Ravel, stregato dallo scultoreo pianismo di Mussorgsky, oppure come i più famosi valzer di Strauss riproposti in versione cameristica da Shoemberg, da Webern e da Berg. Anche il classicissimo Gounod compose una ulteriore melodia sul ben noto preludio N.1 in Do maggiore di Bach, creando una nuova e straordinaria “Ave Maria”. Gli attuali DJ, che operano in sovrapposizione a materiali già registrati e consumati, non hanno inventato nulla di nuovo se non nella forma e nella tecnologia oggi adoperata. Alla luce di quanto esposto, resta valido il motto: “arrangiamento da sempre, ovunque e per chiunque”. Nella vita può anche esistere che delle persone acquisiscano del merito senza successo, ma non esiste mai un successo senza qualche merito. (Focault) Al giorno d'oggi quasi tutte le melodie del mondo pop necessitano di un completamento compositivo tramite l'arrangiamento. E le riletture di “canzoni” già pubblicate in passato (dette COVER) necessitano a loro volta di una riorganizzazione della precedente “completezza di proposta”. L'arte della composizione di un arrangiamento investe quasi tutta l'area della produzione discografica pop, che a sua volta ricopre il 98% dell'attuale mercato. Da questi dati possiamo desumere quale grande importanza ricopra tra i ruoli professionali del settore musicale. Questo workshop (che preferirei chiamare in italiano “laboratorio”, visto che tutto il mondo musicale utilizza la nostra lingua per notare l'agogica e la dinamica) si propone di trattare lo studio della “composizione di un arrangiamento musicale”, usando tutti gli strumenti teorici e pratici e attraversando le tecniche orchestrative più opportune usando la notazione dovuta. Collocare qualche sigla di accordo in un pentagramma vuoto, vuoto come un silenzio, non significa comporre un arrangiamento. Ne tantomeno segnalare le sole figurazioni ritmiche di un basso o indicare una sola linea monofonica per la batteria. Sappiamo che non è semplice scrivere per chitarra tenendo conto della disposizione delle corde e valutando le possibilità di estensione di una mano impegnata in un accordo; oppure scegliere gli intervalli di un passaggio virtuoso su uno strumento ad arco in base ad una opportuna diteggiatura, ma è necessario affrontare l'argomento in questa ottica per stimolare l'interesse per le materie specifiche che attengono ai vari corsi accademici. Sarebbe sbagliato non avvalersi dei risultati del lavoro di decenni, per non dire di secoli, volto ad affinare tecniche espressive nella letteratura specifica dei vari strumenti, e, chi ha la vocazione del “fare musica”, non può permettersi questo mancanza. Finchè il “pop” ha vissuto di clandestinità culturale poteva ritenere giustificata la sua autonomia semiologica e il divergente indirizzo del linguaggio scritto, orientato per lo più alla ricerca di una rapida intesa per una estemporanea esecuzione. Se questo è sufficiente per l'esercizio jazzistico dell'improvvisazione non è da ritenersi valido per colui che vuole misurarsi oggi col competitivo mondo della musica così detta “leggera”. Oggi che l'istituzione riconosce al ramo della musica “Pop” un ruolo importante nel collocamento occupazionale oltre a quello socio-culturale, è il momento di “coltivarne” ufficialmente il linguaggio, cominciando dall'analisi di quella grammatica compositiva che sta alla base di tutti i generi. Grammatica che, di fatto, esiste e insiste come unico elemento comune e permette lo scambio vivificante di conoscenza e di spirito. Scambio che tanto farebbe bene alla musica del nostro futuro.

Il Progetto

Corso per arrangiatori jazz, pop e musica leggera, quale momento di approfondimento e specializzazione rivolto ai giovani musicisti dei Conservatori di Musica della Campania, delle Accademie Musicali del territorio. Il corso è rivolto a un massimo di 18 musicisti. Articolazione del Laboratorio La proposta riguarda l'istituzione di un workshop, spalmato su 6 mesi di studio accademico, destinato ad allievi di varia provenienza. Possono accedere al bando allievi dei “Dipartimenti di nuove tecnologie e linguaggi musicali orientati alla Popular Music” iscritti ai conservatori, piuttosto che autodidatta o iscritti ad altri istituti privati. La partecipazione è aperta a tutti gli allievi del triennio di studi conservatoriali indipendentemente dal dipartimento di appartenenza in quanto tra gli obbiettivi principali degli incontri c'è l'opportuna “individuazione dei punti di contatto lessicali tra i vari generi”. I pre-requisiti minimi necessari per partecipare al corso sono il conseguimento della licenza di teoria e solfeggio ed il superamento dell'esame di armonia complementare. Il corso si modula in tre livelli: base (un anno), medio (due anni) e avanzato (tre anni). Si farà uso di un software notazionale, nello specifico il “Sibelius”, strumento tecnico adatto a praticare la teoria e a svolgere importanti funzioni. E’ previsto il coinvolgimento diretto di una serie di artisti noti (cantanti, cantautori o strumentisti), che potrebbe orientare gli obiettivi ed il repertorio nel quale immergere gli allievi creando così il materiale occorrente per un eventuale saggio pubblico di fine corso, offrendo ai partecipanti un reale confronto e collegamento col mondo del lavoro. L'auspicio è di connettere tutte le conoscenze, antiche ed attuali, colte e popolari, senza pregiudizi, per offrire un servigio alla cultura musicale di un paese che a suo tempo fu giustamente ritenuto la “Casa della Musica”.

Materiale

I corsisti devono munirsi obbligatoriamente di:

1) Un computer portatile

2) Office Word 3) Programma di notazione musicale “Sibelius”

Costi

Iscrizione €50,00 .

La quota di iscrizione non è rimborsabile.

Costo  € 840,00

La Candidatura va inviata a : info@accademiainternazionaledellamusicasanludovicodacasoria.it

La quota delle lezioni può essere versata

1) In due rate oppure in un'unica rata da versare al momento dell’iscrizione Alla fine del corso si rilascerà regolare attestato/ diploma per uso di legge. Location Il corso si terrà in Taurano (AV) presso il Convento di San Giovanni del Palco 

Convenzioni con ristoranti e hotel

L’Accademia Internazionale della Musica San Ludovico ha attivato delle convenzioni con gli hotel e i ristoranti del territorio.

 

 

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